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Barbablù

Lo spettacolo s’ispira alla storia di “Barbablù”, un racconto antico del Caucaso di tanti anni fa… “La storia la raccontava una mia amica che l’aveva sentita raccontare a sua volta da un’altra amica e anche lei l’aveva sentita…”. E così fino a perdersi indietro nel buio del tempo. Con queste parole inizia il racconto del Duca Barbablù, storia crudele del ricco signore che, una volta sedotte le giovani ragazze e dopo averle sposate, le conduce alla morte nel suo castello. Una vicenda, quasi una fiaba oscura di passione e odio che, se non fosse per quegli aspetti psicologici così attuali, potremmo definire una storia medioevale, d’altri tempi. Ma non è così, più la vogliamo allontanare da noi e più, ne avvertiamo la sua attualità, e si rende quindi necessario per il teatro proporla al pubblico di giovani…e non solo. 

Come tutti i personaggi principali delle fiabe, Barbablù ha un rapporto diretto con la nostra vita interiore, lo troviamo collocato nella psiche negli angoli oscuri delle nostre paure. E’ importante quindi smascherare questo personaggio, entrare nel labirinto delle sua vita e iniziare un viaggio per crescere e diventare adulti. 

Sembra contraddittorio affermare che le figure negative servono per la crescita, ma ciò è una gran verità. Loro si muovono attorno a noi, provocano i nostri sentimenti, mettono alla prova le nostre emozioni: operano bene e non compiono errori. Altrettanto dobbiamo fare noi quando con il nostro corpo e la nostra mente ci addentriamo nella giungla della conoscenza “dell’altro”, nel territorio dell’adolescenza. 

Lo spettacolo vuole affrontare questo momento delicato nel quale l’esperienza sessuale e il rapporto tra il mondo femminile e quello maschile diventano temi dominanti della crescita. La storia di Barbablù fa da sfondo al racconto di una giovane donna. Lei è ingenua ma la passione e il desiderio la spingono verso la scoperta dell’amore, i suoi occhi sono luminosi, credono e si abbandonano nelle braccia dell’altro. Come in un ricordo, tutta la storia è rivissuta, pezzo per pezzo, ogni frammento è riordinato, come in un puzzle tutto si ricompone. Quello che l’emozione offuscava ora diventa trasparente, affiorano così i valori e gli errori della relazione con l’uomo, quest’universo scuro e inquietante, trappola mortale e gabbia dorata. 

Nello spettacolo è la voce, il corpo e tutta l’anima che affrontano la storia perché c’è bisogno di un grande sforzo per far luce dove qualcuno crea il buio, per aprire le porte quando le troviamo sbarrate e lasciare che la curiosità indichi il cammino verso l’emancipazione. Come in un rito, la protagonista riordina la sua storia e costruisce dentro di se la forza necessaria per affrontare Barbablù, per rinascere libera come un canto… come un grande sogno. 

Titolo

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Genere: Teatro di narrazione 
Lingua: italiano
Durata: 50 minuti
Testo e regia: Gigi Tapella
Con: Cinzia Morandi
Scenografia: Elvis van der Meyden/ Lola Cambin

Assistente regia: Patrizia Savastano