Piccoli Idilli

Kanu, in lingua bambarà, l’idioma più parkato dell’Africa Occidentale, significa Amore. Dauda Diabate e Kady Coulibaly, griot del Burkina Faso, accompagnano il racconto sorprendente e lumioso di Bintou Quattara, con strumenti tipici - kora, gangan, bara e calebasse. Il ricordo dei cantastorie d'africa, i griot, custodi delle tradizioni orali e depositari della memoria di intere civiltà, diventa uno spettacolo originale, brillante, con tratti di fine umorismo e paradossale comicità. Una vecchia, un vitello, un segreto, un re, una ragazza, un mercante, una magia, una regina e una famiglia troppo numerosa, l'amore, gli antenati, grasso di toro, viaggi, tabù, gioielli ashanti, marabutti, indovini, ippopotami e coccodrilli, la nascita del fiume Niger … Kanu è la trasposizione teatrale di un racconto Malinkè, di un immaginario simbolico e di una sensibilità poetica legata a una cultura antica e misteriosa, dove il destino dell'uomo si compie in simbiosi con le forze della natura e il potere occulto della parola. Una cultura di cui sappiamo pochissimo, che oggi bussa alle nostre porte con la sua disperata vitalità, la sua voglia di raccontarsi, il suo orgoglio e la sua eleganza.

 

 

Piccoli Idilli

Kanu, in lingua bambarà, l’idioma più parkato dell’Africa Occidentale, significa Amore. Dauda Diabate e Kady Coulibaly, griot del Burkina Faso, accompagnano il racconto sorprendente e lumioso di Bintou Quattara, con strumenti tipici - kora, gangan, bara e calebasse. Il ricordo dei cantastorie d'africa, i griot, custodi delle tradizioni orali e depositari della memoria di intere civiltà, diventa uno spettacolo originale, brillante, con tratti di fine umorismo e paradossale comicità. Una vecchia, un vitello, un segreto, un re, una ragazza, un mercante, una magia, una regina e una famiglia troppo numerosa, l'amore, gli antenati, grasso di toro, viaggi, tabù, gioielli ashanti, marabutti, indovini, ippopotami e coccodrilli, la nascita del fiume Niger … Kanu è la trasposizione teatrale di un racconto Malinkè, di un immaginario simbolico e di una sensibilità poetica legata a una cultura antica e misteriosa, dove il destino dell'uomo si compie in simbiosi con le forze della natura e il potere occulto della parola. Una cultura di cui sappiamo pochissimo, che oggi bussa alle nostre porte con la sua disperata vitalità, la sua voglia di raccontarsi, il suo orgoglio e la sua eleganza.

 

 

Informazioni

Data e orario: 15 dicembre 2019 ore 16.00
Lunedì 16 dicembre ore 9.30 (scolastica)
per le scuole - promosso da LuganoInScena in collaborazione con Lac edu


Luogo: Teatro Foce, Lugano
Età: dai 4 anni
musiche dal vivo a cura di Daouda Diabate (kora, gangan, voce) Kadi Coulibaly (bara, calebasse, voce)
in collaborazione con Mamadeni Coulibaly
diretti da Filippo Ughi