“C’era una volta una bambina, e quella bambina ero io.
C’era anche una volta un mondo tutto magico nascosto in una soffitta.
E c’era anche una nonna, ed era mia nonna. 

Così comincia “C’era due volte una nonna”. Lo spettacolo ripercorre alcune delle storie d’infanzia di Sofia, ormai adulta, che hanno lasciato in lei un’importante traccia.
Il nonno muore e la nonna rimasta sola va a vivere a casa di sua figlia. Questo nuovo “ordine” mette scompiglio nella vita di Sofia, costretta a cedere non solo il suo spazio alla nonna, ma anche a vivere in casa un’atmosfera sconsolata, frutto della tristezza della nonna, reduce da un dolore per la perdita del suo amato marito.
Il tran tran grigio si colora di gioia quando Sofia svegliata da rumori notturni scopre la nonna in soffitta a rimestare tra foto e ricordi.
Una notte insieme, tra racconti e risate, fa sì che la tristezza lasci il posto alla voglia di vivere e di ricominciare.
Un incontro speciale fra una nonna che pensava di non poter più trovare un senso alla vita e una nipote che vuole ritrovare la sua nonna di un tempo. Una storia per tutti i nonni e per tutti i nipoti che ci invita a cercare quell’angolo di mondo incantato in cui è possibile raccontarsi e raccontare la vita che, in fondo, è una grande storia.
“C’era due volte una nonna” apre una finestra sul legame che unisce nonni e nipoti.  La “nonnità” come forma fondamentale di tramandare la memoria, quella individuale e quella collettiva. Quella  che ci assicura un senso di appartenenza, d’identità familiare e che ci accomuna come popolo. “…Bambini e anziani hanno molto in comune, a entrambi, infatti, appartiene l’innocenza dello sguardo sulla vita e sulle cose. Se nei primi questo sguardo innocente nasce per la meraviglia con la quale cominciano a muovere i primi passi nel mondo, nei secondi arriva per la meraviglia di averlo attraversato e di rappresentare, ora, il limite positivo della vita.” (Cosetta Zanotti)
Da questa consapevolezza nasce questa storia fatta di rabbia e tristezza, di gioia e nuova complicità. Di nonna e nipote che, insieme, a braccetto, iniziano a percorrere un tempo nuovo fatto di ricordi e di sogni.



Genere: Teatro di narrazione – per tutti dai 6 anni
Lingua: italiano
Durata: 50 minuti
Progetto di: Cinzia Morandi
Testo e regia: Pablo Ariel Bursztyn
Con: Cinzia Morandi
Scenografia e immagini: Andreas Gysin